Archive for December, 2007

il natale

Thursday, December 20th, 2007

quando arriva arriva diceva un milanese celebre.
addentando con baldanza una bella fetta di panettone.
per me quando arriva sarebbe meglio fosse già arrivato. e passato. e dimenticato.

i primi sintomi si manifestano a inizio mese. quando il corso su cui vivo si trasforma nella scenografia di una carovana che neanche i pionieri nel far west. con la differenza che al posto del pentolame trasportano nervosismo pungente e pacchi pacchetti fiocchi fiocchetti alberi di natale stelle comete psichedeliche renne imbalsamate. e figli. sul portapacchi che se no le corna delle renne si rovinano col freddo.
immettersi in strada dal cancellone del mio palazzo si rileva una specie di biathlon.
la resistenza dello sci di fondo: quella necessaria al polpaccio per tenere la frizione a mezz’asta pronta al rilascio della prima al minimo accenno di movimento. provate a star così un quarto d’ora e poi con l’acido lattico riuscite anche a scrostarci il forno.
il tiro al bersaglio: la freccia sei tu. il bersaglio è lo spazietto di un metro che si crea tra un’auto e l’altra al momento del verde al semaforo. sempre che quello che sta dietro non abbia cronometrato il rosso, avendolo già vissuto 55 volte. al che parte in perfetta sincronia con chi lo precede e tu salti il giro. come stare in prigione a monopoli.
la difficoltà aggravante dello slalom tra ciclisti aspiranti suicidi non è al momento considerata dalla commissione sport invernali. ci stiamo lavorando.
arrivare in palestra settembre-novembre/gennaio-giugno tempo calcolato in media: 5 minuti.
arrivare in palestra dicembre tempo calcolato in media: 25 minuti. 20 per immettersi in strada. a piedi ci metterei lo stesso. ma sto puntando a vincere la medaglia.

l’aggravarsi del fastidio natalizio si manifesta con un pensiero costante posizionato al fondo del cervello. allo stesso livello di “devo levare la mosca morta da dentro il lampadario” o “devo telefonare alla zia pasqualina”. due consapevolezze maturate nell’estate del ‘67.
i regali.
che poi non è questione di non so assolutamente cosa regalarti. lo so eccome.
solo che il natale obnubila il cervello. oltre alle papille gustative. però finché c’è da vedersela solo con la pigrizia mentale si rientra nell’ordinaria amministrazione.
e così per la prima metà di dicembre sei ancora abbastanza disteso.
ma prima o poi arriva.
eccolo lì. è lui. te lo sentivi che sarebbe stato lui il primo.
“e ai regali di natale hai già pensato?”
tu improvvisamente deglutisci a fatica.
“io li ho presi tutti quest’estate. poi li ho conservati catalogati in ordine alfabetico in un armadio a saracinesca acquistato apposta ad una svendita da castorama”
senti la pinta che hai tra le mani diventare brodaglia. se non ti trattieni sai di poterla portare a ebollizione.
“ah tu ancora niente?” e sogghigna. anche.
bastardo.
con l’innegabile savoir-faire che da sempre ti contraddistingue sibili tra i denti.
no sai. io sono compulsiva. non stupirti infatti se appena ti giri ti pianto un coltello a serramanico tra la 4a e la 5a vertebra. poi te lo sfilo lentamente simulando movimenti da parkinson e visto che sono generosa ti aiuto a cicatrizzare versandoti sulla ferita un chilo di sale fino. iodato. che mi piace pensare alla tua salute.
ma nemmeno il più truce dei sogni ad occhi aperti può distoglierti ormai da questo pensiero: mancano 5 giorni. 5. sei irrimediabilmente in ritardo.
ed eccoti lì. nel peggiore dei momenti dell’anno a litigarti con una sciura impellicciata l’ultimo paio di calzettoni scaldasonno imetec per piedi castagnati in fantasia scozzese rivisitata pop. perché io comunque sono per il regalo utile.

e poi ovviamente il salmone affumicato i tortellini in brodo i cannelloni gli involtini le rollatine il tacchino il panettone il pandoro i torroncini i centoquindici chili da smaltire dal 2 in poi.

gesù bambino carissimo.
l’anno prossimo che ne dici di restare lì su nei cieli? al calduccio. che qui al freddo e al gelo in questi duemilasette anni ci siamo organizzati benissimo.

un pezzo di legno con gli occhi

Monday, December 10th, 2007

è come ci si sente dopo la prima giornata di snowboad della stagione.

provo a muovere l’alluce destro e mi provoco pungenti fitte all’orecchio sinistro.
sbatto le palpebre ed inspiegabilmente mi cade una chiappa.
l’altra chiappa resta attaccata solo per ricordarmi che ho sfrecciato roteando su di lei per un chilometro e mezzo. tentando l’arresto puntellandomi con le mani e con i denti. riaggiungendo come unico risultato un livido 4×4, il record di velocità in discesa libera su deretano e l’inondazione con effetto tzunami del povero cristo che mi ha vista arrivare a 120 all’ora in assetto palla da bowling contro birillo.
quando mi sono fermata a cinque centimetri da lui evitando la tragedia si è tranquillizzato. quando ha visto che avevo le tette mi ha anche sorriso. pensava ridessi.
in realtà i denti erano scoperti perchè avevo consumato entrambe le labbra nel tentativo di far presa sul ghiaccio.

il mio amico ieri mattina non è riscito a sollevare la gamba per infilarsi il calzino. abbiamo dovuto noleggiare una ruspa per scavare il pavimento intorno al suo piede e creare lo spazio per far scivolare il cotone sotto la pianta. avevamo pensato di usare il badile per risparmiare sulla meccanizzazione, ma la padrona di casa non è riuscita a strisciare fino alla porta per buttarsi giù dalle scale e rotolare fino in cantina. ognuno di noi ha un badile in cantina.

per riuscire a guidare ho dovuto incollare entrambe la mani al volante col superattack. e pagare tangenti agli assessori alla viabilità dei paesi che abbiamo attraversato. mi son fatta asfaltare il pendio della montagna ed eliminare i tornati. ed anche tutte le rotonde. ora c’è un’autostrada a 6 corsie in rettilineo che parte dal tonale ed arriva fino al mio box.
contando che ho perso l’uso della parte sinistra del corpo non ho potuto pigiare la frizione e l’ho fatta tutta in prima. dimostrando l’assoluta malafede di chi sostiene che non so usare il frenomotore.

stamattina ho alzato le braccia per stiracchiarmi. al momento sto scrivendo col gomito, che gli avambracci son restati impalati sopra la testa.
ho preparato il caffè con il solo uso della telecinesi. prima di riuscire a svitare la moka ho nell’ordine smontato il microonde sbrinato il frigorifero e cotonato il coniglio.

ora ho chiamato i traslochi la celere per farmi estrarre dal balcone e depositare a terra. come hanno fatto con quella tizia di 300 chili che non passava più dalla porta. vado a vedere se al carrefur han già messo in svendita i pezzi di ricambio per novantenni sportivi.

nomi, cose, città, animali, piante

Tuesday, December 4th, 2007

Melissa

Deriva dal greco μέλισσα (mèlissa) che significa “colei che dà il miele” ossia ape, a sua volta derivato da méli miele.

  • Melissa, nella mitologia greca era una ninfa alla quale Rea affidò il figlio Zeus appena nato per sottrarlo al padre Cronos che voleva divorarlo. Ella lo allevò amorevolmente nutrendolo di miele e del latte della capra Amaltea.
  • Melissa era pure una dea cretese rappresentata come ape regina.
  • Melisse erano chiamate le sacerdotesse di Demetra, la Grande Madre.
  • Nell’Orlando Furioso Melissa è il nome di una fata buona che protegge le nozze di Ruggero e Bradamante.
  • Melissa è un comune in provincia di Crotone. Il suo nome deriva da quello del principe cretese Melisseo che fondò una colonia sulla costa calabrese.
  • La melissa è una pianta ramosa appartenente alla famiglia delle tubiflorali con foglie odorose e fiori bianchi. Deve il suo nome al fatto che le api la prediligono.
  • Melissa si chiama un virus informatico diffusosi nel 1999 che arrivò ad infettare più di un milione di pc nel mondo. Il nome gli fu dato in onore di una spogliarellista.
  • Melissa è pure il nome della protagonista dell’opera di Claude Debussy “Pellèas e Mèlisànde”.
  • Melissa è il titolo dell’album d’esordio della band heavy metal Mercyful Fate.
  • Il Melissa bianco, il Melissa rosso e il Melissa rosso riserva sono vini DOC la cui produzione è consentita nelle province di Catanzaro e Crotone.

da http://it.wikipedia.org/wiki/Melissa_(nome)